Lo Tsunami del 2011… non è finito lì!

L’11 marzo 2011 un terremoto con conseguente tsunami colpiscono le coste giapponesi, danneggiando tutto ciò che incontrano comprese le centrali nucleari di Fukushima. Nei giorni immediatamente conseguenti al maremoto si è verificata la fusione dei noccioli dei reattori 1,2 e 3. Notizia confermata il 24 maggio dalla società che gestisce gli impianti denominata TEPCO. Subito dopo l’incidente è stato dato l’allarme nucleare, ma ancora oggi la situazione di pericolo non si è conclusa ma anzi riguarda l’interno pianeta. Infatti un enorme quantità di radiazioni si sta riversando nell’oceano causando dei danni enormi all’ecosistema e al pesce che raggiunge le nostre tavole. I livelli di radiazioni nei pressi di tre serbatoi sono aumentate di 18 volte rispetto al giorno dell’incidente, arrivando ad un livello tale da uccidere una persona esposta nel giro di 4 ore. Le radiazioni riversatesi nel mare si stanno diffondendo rapidamente, e hanno già raggiunto la costa ovest degli Stati Uniti. Questa diffusione delle radiazioni crea dei danni enormi sia all’ambiente che all’uomo. Una cosa di cui molti non sono consapevoli e che il Giappone continua a vendere il suo pesce al mondo occidentale, che inconsapevole delle conseguenze lo consuma senza troppi pensieri. Recenti studi fatti sui tonni rossi, hanno dimostrato che 15 su 15 dei pesci analizzati sono contaminati. Inoltre le percentuali che riguardano le altre famiglie di pesci non sono davvero rassicuranti. Tutti si assestano decisamente sopra al 90%, percentuale di contaminati. A rendere la situazione ancora più spaventosa il fatto che il lavoro di bonifica è stato affidato ad una azienda di fama internazionale: la mafia. In questo caso specifico la Yakuza. Come in gran parte del mondo per decidere a chi dovessero andare i lavori di bonifica delle centrali è stata fatta una gara d’appalti che ovviamente ha vinto la criminalità organizzata. Adesso quest’ultimi si trovano a svolgere un ruolo delicatissimo che potrebbe a mettere a rischio la vita di migliaia, di milioni e addirittura di miliardi di persone. Alcuni lavori come quello riguardante l’estrazione delle barre di uranio dalle centrale, sono lavori pericolosissimi. Basta infatti che due barre si sfiorino per creare un esplosione pari a 14.000 bombe di Hiroshima. Le radiazioni hanno già raggiunto le coste occidentali dell’America del nord e del Canada, e diversi fattori ci dimostrano che sono già state assorbite e che di conseguenza hanno cominciato a fare danni sugli essere viventi. Per esempio c’è stata un epidemia di leoni marini, e il salmone rosso vicino alle coste dell’Alaska e del Canada ha raggiunto un minimo storico. Sempre lungo alla costa del Canada molti pesci si stanno decimando, e presentano problemi quali la sanguinazione dalle branchie e dai bulbi oculari. Insomma siamo già a rischio di contaminazione, e la situazione non sembra affatto migliorare, ma anzi vedendo i dati attuali si prospetta un drastico peggioramento. Nel giro di pochi anni una centrale che sta dall’altra parte del mondo, motivo del per cui molti non si sono, e non si stanno preoccupando affatto delle radiazioni, sembra che ci coinvolga pienamente nella sua lenta distruzione dell’ambiente circostante.